Lungo la sabbia e l'acqua dell'Adriatico, per il mosaico di terre in collina, verso la magia di pietra dei Sibillini, nel cuore antico dei paesi con le audioguide Travelcast Piceno

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I comuni del Piceno
Acquasanta Terme Print E-mail
Written by Fabio Curzi   
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Le origini di Acquasanta si confondono con quelle delle sue terme: l'antico tratturo preistorico, poi divenuto via consolare in età augustea, trovava in Acquasanta, per la ricchezza di grotte e i tepori delle acque termali, un naturale punto di sosta e di ristoro. (Acquasanta come "Vicus ad Aquas"). Alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente, la città vede in successione insediamenti Longobardi, il passaggio dei Franchi, l'influenza dei monaci benedettini dell'Abbazia di Farfa, il dominio dei vescovi-conti di Ascoli. In epoca moderna fu poi inserita nello Stato Pontificio, fino all'Unità d'Italia. Dal 1300 il territorio è suddiviso in "sindacati" autonomi (Acquasanta e Luco, Quintodecimo, Monteacuto, Montecalvo). Nel 1865 i quattro sindacati vengono riuniti in unica realtà amministrativa, con capoluogo Acquasanta. La montagna acquasantana è stata interessata nei secoli da fenomeni di ribellione, solidamente radicati nel contesto socio-economico. Tra i capi più in vista delle bande, costituite dai cosiddetti "briganti", si ricorda Giovanni Piccioni, ex Priore di Montecalvo attivo negli anni immediatamente successivi al 1860. Nel corso della seconda guerra mondiale, italiani e slavi danno vita alla resistenza partigiana che culmina con l'eccidio di Pozza e Umito (1944). Nel 1957 assume il nome di Acquasanta Terme.

Acquasanta Terme - Photo by Pizzodisevo

http://www.flickr.com/photos/globetrotter1937/ 

 
Acquaviva Picena Print E-mail
Written by Fabio Curzi   
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Il paese è adagiato sulle colline che digradano verso il mare Adriatico, prospicente il porto di S.Benedetto del Tronto, con alle spalle le cime dei Sibillini. Secoli di storia hanno lasciato vestigia prestigiose sulle terre e negli animi della popolazione acquaviviana. Nel centro storico si erge la fortezza medioevale, simbolo della tenacia degli avi, restaurata di recente. Il paese ha vocazione essenzialmente turistica, per interesse storico-artistico e per l'ottimo clima. Numerose sono le strutture ricettive e le possibilità di svago in tutti i mesi dell'anno. Un artigianato peculiare "le pagliarole", una cucina generosa, una storia e un'arte affascinanti, respirate sulla roccia, nei musei e nelle chiese si offrono ai visitatori ed agli abitanti di questa memoria del Piceno. Sono nati ad Acquaviva Picena lo storico Amedeo Crivellucci (1850-1914)e lo scienziatoCelso Ulpiani(1867-1919).

Acquaviva Picena - Photo by Pizzodisevo

http://www.flickr.com/photos/globetrotter1937/ 

 
Arquata del Tronto Print E-mail
Written by Stefania Torquati   
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Il territorio del comune di Arquata del Tronto, prevalentemente montano, è situato, unico in Italia, all'interno di due Parchi Nazionali, quello dei Monti Sibillini a nord e quello del Gran Sasso-Monti della Laga a sud. L'ubicazione strategica (è l'ultimo lembo delle Marche sulla Salaria a confine con le regioni Umbria, Lazio, Abruzzo)e le notevoli bellezze storiche ed ambientali, fanno di Arquata uno dei centri più interessanti e suggestivi dell'Appennino Centrale. In particolare i visitatori possono ammirare la Rocca Medioevale e il Crocifisso in legno policromo (XII e XIII sec.) ad Arquata, la chiesa cinquecentesca a pianta ottagonale della Madonna del Sole a Capodacqua, una riproduzione dall'originale, realizzata nel sec. XVII, della Sacra Sindone nella chiesa di San Francesco a Borgo, la bandiera che la tradizione vuole essere stata strappata ai Turchi da arquatani al soldo di Marcantonio Colonna durante la battaglia di Lepanto (1571) nella chiesa di Sant'Agata a Spelonga. Possibilità di escursioni e pratica dello sci in località Forca Canapine. Tra storia e folklore: la rievocazione storica della battaglia di Lepanto a Spelonga (mese di agosto), il corteo e banchetto in costume medioevale a ricordo del soggiorno della Regina Giovanna D'Angiò (Arquata 19 agosto); la leggenda delle Fate in frazione Pretare.
 
foto arquata del tronto
 
Last Updated ( venerdì, 07 marzo 2008 )
 
Appignano del Tronto Print E-mail
Written by Fabio Curzi   
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Appignano del Tronto si colloca nel mezzo di una zona trapunta di viti e di alberi di olivo, tra i quali affiorano, di tanto in tanto, rupi e scoscesi calanchi, solitari protagonisti di un affascinante paesaggio. La caratteristica tipica del territorio, che è solcato dalle acque del torrente Chifenti, si basa sulla coesistenza di questi contrasti, del resto molto comuni nelle zone adiacenti alla vallata del Tronto. Nella chiesa romanico-gotica di S.Michele Arcangelo, edificata da maestri lombardi nella prima metà del '400, rimaneggiata a più riprese nei secoli successivi, sono presenti il reliquario della Croce, pregevole lavoro di oreficeria del '400 ed una tavola di Vincenzo Pagani raffigurante l"'Assunta" (1559). S.Giovanni Battista, dominato da uno slanciato e cuspidato campanile trecentesco, è un pregevole edificio romanico-gotico in cotto dalla facciata quadrilatera nella quale, accanto a un portale rinascimentale e a un bel rosone, coesistono archetti gotici. Nell'interno a tre navate si può ammirare "la Pentecoste" (1589), dipinto su tela di Simone De Magistris ed una pietra trecentesca. Affreschi del Trecento adornano l'interno della chiesa dell'Assunta.

Appignano del Tronto - Photo by Pizzodisevo

http://www.flickr.com/photos/globetrotter1937/ 

 
Carassai Print E-mail
Written by Fabio Curzi   
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Il paese, di circa 1400 abitanti, è situato in collina, a 365 mt s.l.m.. Le attività sono: agricoltura con vigneti, uliveti, frutteti; lavorazione di carni suine; dolciumi; ceramiche. Nel medioevo era detto "Castrum Guardiae"; il popolo lo chiamava "Carrascale" e "Carnassale". Attualmente sono evidenti due nuclei: uno di origine feudale (VI-IX sec.) detto Castello Vecchio ed uno di origine medioevale detto Castello Nuovo, costruito nel secolo XIII, per iniziativa dei fermani ed aggregato al borgo feudale. Il Castello Vecchio è il più antico nucleo abitativo, caratterizzato dalla tortuosità pittoresca delle stradette, con riferimento religioso nel campanile rinascimentale della chiesa di San Lorenzo. Il Castello Nuovo si segnala per l'ampiezza relativamente maggiore delle strade rettilinee e delle case di origine comunale, con riferimento laico nella torretta dell'orologio, ricostruita di recente. Vi sono qui resti di mura fortificate del XIV e XV sec., i cosiddetti "camminamenti militari".

 Carassai, Photo by Pizzodisevo

 

Last Updated ( mercoledì, 02 luglio 2008 )
 
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