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Written by Fabio Curzi
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Altidona è posta su di un'amena collina e domina dall'alto la porta di ingresso alla Valle dell'Aso . La sottostante spiaggia adriatica che ricade nel suo territorio per circa 3 Km, accoglie il turismo estivo, con diverse strutture ricettive all'aria aperta. Le remote origini vengono testimoniate da vestigia romane nella località di Villa Montana, risalenti all'epoca delle guerre puniche. Nei primi anni del novecento, in territorio comunale, è venuta alla luce una statua di Esculapio, di fattura greca, fatta risalire al III secolo a.C. Nel secolo XI appartenne all'abbazia di Montecassino (nella porta di bronzo della sua Basilica, sec. XII, figura Altidona), prima di passare a quella di Farfa. La sua storia è strettamnte legata a quella di Fermo. Nel 1507 figurava tra i suoi castelli di secondo grado. Il suo passato è ricco di vicende che ne testomoniano il carattere bellicoso e ribelle. Conobbe il saccheggio del governo napoleonico e nel 1860 il 90 per cento degli elettori votarono per l'annesione all'Italia. 
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Written by Stefania Torquati
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Dall'unione dei tre castelli di Agello, Marrubbione e Leone - erettisi a libero comune - è sorta nel 1248 Amandola. Il nome che si vuole derivi da un mandorlo che veniva ammirato nella zona, sembra anche significare emblematicamente la posizione panoramica incantevole, su di un rilievo collinare, con lo scenario austero e maestoso dei Monti Sibillini. Ebbe gli Statuti nel 1265 e viene ricordata per la fiorente industria della tessitura tra medioevo e rinascimento. La cittadina presenta un centro storico che attesta la ricchezza del suo passato e soprattutto la fioritura del proprio artigianato. Anche oggi la lavorazione del legno, il restauro e l'antiquariato del mobile, sono presenti e di notevole interesse. Amandola da molti anni si è caratterizzata come centro turistico montano ricco di una efficiente ricettività e con impianti sportivi e ricreativi che rendono piacevole il soggiorno. |
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Written by Fabio Curzi
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In epoca preistorica il territorio costituì uno stazionamento importantissimo dei Piceni. Belmonte fu centro notevole per la lavorazione dell'ambra grezza proveniente dalle terre baltiche,i romani vi stabilirono una colonia, di cui restano tracce nei ruderi (Morrecini) e in un'epigrafe di Castellarso di San Simone (antica chiesa di Santa Maria in Muris). Sulle antiche rovine romane, i monaci farfensi ricostruirono la chiesa con torrione e diedero al castellare sull'altura vicina, il nome di Belmonte. Nel 1263 i Fermani ottennero la dedizione del castello, intorno al quale, nei secoli successivi, si è costituito l'attuale centro storico. A Belmonte Piceno è nato S.Baglioni (1876-1957), fisiologo ed uomo di cultura di fama internazionale. |
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Written by Stefania Torquati
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l paese si è sviluppato da un borgo, formatosi nell'alto medioevo, attorno all'abbazia benedettina di San Bartolomeo. Nel XII sec.il monastero è stato sottoposto al vescovato di Fermo e vi rimase fino al 1342. La via degli Orti, con volta a botte, il viale dei Pini e il Torrione di Porta Marina, Porta da Sole e Porta da Bora sono segni evidenti del passato. La chiesa abbaziale, ricostruita nella seconda metà del XIX sec., è a croce greca. E' stata affrescata dal Fontana e decorata con figure di santi, tendaggi e marmi preziosi dal suo allievo Nicola Achilli. Del Fontana sono anche gli affreschi della chiesa di San Patrizio. Vantano una tradizione antichissima i "maccheroncini di Campofilone", anticamente considerati un piatto nobile; già nel '400 sono detti "maccheroncini fini fini", in una corrispondenza dell'abbazia di Campofilone. Nel corso del tempo è divenuta famosa la "Sagra dei maccheroncini" che porta nella località migliaia di turisti ogni anno nel mese di agosto. |
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Last Updated ( lunedì, 19 maggio 2008 )
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Written by Fabio Curzi
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I numerosi ritrovamenti archeologici e le fonti antiche indicano come, già nel sec. VI a.C., la popolazione di Falerone fosse nella storia. "Falerio Picenus", (l'attuale Piane di Falerone), nacque nel 29 a.C. In epoca romana divenne un centro importante, dotato di teatro e anfiteatro, di numerose ville patrizie, di terme, di monumenti sepolcrali. Al periodo di splendore seguì la decadenza nella tarda romanità. Gli abitanti furono costretti a rifugiarsi sul colle sovrastante il Tenna. Dal sec. XI al Rinascimento, la storia del nuovo centro urbano si identifica con quella dei vari signori che lo governarono e godette di possedimenti molto estesi, da Montefortino a Caldarola, da Force a Massa Fermana. Nei secoli XVI e XVII la cittadina conobbe una buona fioritura culturale, che si imperniò sulla solida tradizione agricola; nei secoli successivi registrò la nascita e lo sviluppo della lavorazione della paglia di grano per produrre cappelli. |
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